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giovedì 7 novembre 2013

Car2go E @PIERMARAN - L'idea mancata all'Assessore

Riusciamo a vederlo Pierfrancesco Maran, il giovane Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica, Energia del Comune di Milano, mentre (magari dall'auto blu) aggiorna il suo status di Facebook bullandosi per un servizio privato che fa concorrenza a quello pubblico, promosso dal suo assessorato assieme ad ATM, che invece stenta a decollare.


Grazie Assessore per essere sempre sul pezzo, per essere garanzia di qualità e per dimostrare ogni singolo giorno con le tue scelte di esser lì per merito e non perché in quota all'apparato.

GRAZIE MILANO!

lunedì 26 agosto 2013

VOLEVO SOLO PEDALARE UN PO' - ...

Citiamo, così com'è stato pubblicato, il post di un caro amico.
Approfittando della mattinata libera, e della notizia della riapertura del tratto di pista ciclabile di via Pian due Torri, martedì ho deciso di fare una passeggiata in bicicletta. Per godermi, a ritmo lento e con un caldo moderato, la zona della Magliana (un pezzo di citta’ che frequento poco, anche se vicinissima al quartiere in cui sono nato) fino alla campagna di Tor di Valle.
Era un po’ di tempo che non utilizzavo questo tratto di ciclabile. Avevo l’abitudine di sfruttare il tratto pianeggiante di Riva di Pian due Torri quando ho iniziato a correre, nel 2006, per fare le prime ripetute ad un ritmo che all’epoca ritenevo forsennato. Ho smesso di andarci con il sensibile aumento dei carrelli zeppi di ferraglia e vecchi elettrodomestici  fatti sfrecciare lungo la pista dai rom accampati sotto il viadotto ad una velocità nettamente superiore alle mie doti di podista.
Che poi, in questi giorni muoversi in bicicletta a Roma e’ una pacchia. Poche macchine, pochissimo traffico, un senso di tranquillità e persino di spensieratezza che conquisterebbe anche il piu incallito detrattore delle due ruote a pedali. Insomma, le condizioni ideali  per riappropriarmi  di un pezzo di città che, qualche volta, sfioro solamente con la macchina.
Lo spettacolo a cui mi sono trovato ad assistere e’ stato incredibilmente desolante. Mi ha rattristato, oltre che fatto incazzare. Aree di sosta fatiscenti, sporcizia, vetri, buche, recinzioni divelte. Oltre al ben noto accampamento di rom e al traffico di carrelli – di cui sopra – degno del Raccordo Anulare in pieno orario di punta.
Spontaneamente ho preso il telefono e fatto qualche foto (mi scuso in anticipo per la scarsa qualita’ di alcune immagini). Mi dispiace non aver avuto la prontezza di riflessi per fotografare i due motorini (!!!!) che mi hanno sorpassato subito dopo l’ippodromo di Tor di Valle (…e io che mi ostino a sudare sui pedali…).



  (Clicca qui per vedere le altre foto)

IO credo fermamente che le pedonalizzazioni e, contemporaneamente, lo sviluppo della ciclabilita’ siano il modo migliore per decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di giovani e anziani, facendo in modo che un numero sempre maggiore di persone abbia la possibilita di spostarsi o semplicemente passeggiare in sicurezza.
Su questo tema le parole del sindaco Marino sono inequivocabiliNon possiamo pretendere che più persone si spostino in bici se non rendiamo le ciclabili sicure per questo la questione ciclabilità è uno dei temi all’attenzione dell’assessore Improta. Trovo fondamentale la presa di coscienza che la questione sicurezza sia centrale in tanti ambiti di intervento dell’Amministrazione, e che il suo ruolo non sia mai subordinato ad altri temi e ad altri interessi.  Si intervenga, allora. In breve tempo e con decisione. Passando, senza paure, dalle parole ai fatti.

venerdì 22 giugno 2012

POLLICE NERO - Impazza l'aiuola terminale.

Milano è una città dove quella per il verde è da tempo una guerra persa. La propaganda degli innumerevoli alberi piantati si fa gioco dei cittadini, tacendo quanti ne sono stati abbattuti e che percentuale di Parco Agricolo Sud viene mangiato dalla speculazione edilizia ogni anno, (tanto che ormai si possono trovare i cartelli che limitano quest'area protetta tra palazzi e centri commerciali.)
Detto questo però non si può negare che il comune a quel poco di verde rimasto ci tiene.
O meglio, ha il braccino corto quando si tratta del verde dei parchi ed ha le tasche bucate quando si tra tratta di onerosissimi brillanti ritocchini.

E' il caso delle aiuole che spuntano in questi ultimi mesi negli spartitraffico, nelle piazze e nei giardini. Si potrebbe dire che l'estate vive di colori e che i fiori portano allegria. Si potrebbe, specie se fossimo sul lungo mare di Alassio. La verità è che le aiuole sono verde a perdere. Resistono normalmente un paio di mesi. Piantate a fine giugno resistono 4 giorni. E' per questo che in Europa, contesto al quale apparteniamo solo geograficamente, le aiuole fiorite sono esibizioni esclusive per luoghi protetti e spazi adatti, dove un giardiniere le cura insieme ad altre piante preziose.

Nella foto (non è un dipinto di Munch) ecco le piante dopo 3 giorni. Siamo in P.zza del Rosaio/via Solari (ma i casi in città sono centinaia). Si può notare con quanta misteriosa fretta viene allestito lo spettrale spettacolo 'L'Aiuola Terminale', mentre nulla si è ancora fatto per il verde circostante (si noti la biada pronta per l'autocombustione). Quei bei fiorellini già morti ad altezza tubo di scappamento dureranno al più una settimana. Ma la loro vita complessiva sarà di almeno due. Perché c'è voluta una settimana per farle nascere. Uno staff di 5 giardinieri con camioncino e attrezzatura, un'autobotte per la prima annaffiatura. Per un totale di 4 giorni di lavoro per tutta la piazza. Seguono, a breve, un paio di interventi di rianimazione e trapianto. Altro furgone che porta nuove piante, in modo che i 4 abitanti di Milano ad agosto possano godere appieno dei profumati petali coperti da polveri sottili. Infine il rito funebre: rimozione delle salme e terra arida pronta per un inverno di calpestio, piccioni, sporcizia e fragranti, queste sì, cacche di cane.

La domanda che sorge spontanea è: perché non piantare una siepe o un arbusto che cresce da solo e non muore nemmeno dopo un attentato nucleare? Sarà mica - e qui avanzo l'ipotesi (e per salvarmi già la nego) che a tutti balena in testa - che questa marea di soldi buttati nel cesso per creare degrado e miseria sono una regalia al racket del verde, che come l'edilizia pare essere nelle mani di alcuni intoccabili fornitori?

PS: tra l'altro è sin troppo facile ricordare quanto siepi ed alberi siano un'arma naturale contro l'inquinamento. Acchiappano anidride carbonica, si tengono il carbonio e restituiscono ossigeno.